Vedi La Spezia, non muori ma prima o poi vorrai tornarci

Ho sempre avuto un legame particolare con i posti per me importanti. In alcuni casi più che con le persone. La Spezia non fa eccezione.

Perché per me, anche se non in senso strettamente positivo, La Spezia è stata importante.
La Spezia è il posto dove in qualche modo sono diventato uomo. Dove ho imparato a combattere quotidianamente con persone che magari avrei appiccicato volentieri al muro.
Per carità, in un paio di occasioni è anche successo. Però dopo gli screzi, le mani in faccia e le parole di maleducazione ci mettevi una pietra sopra – non in senso letterale – e tornavi al quotidiano.

Non eravamo pazzi, vivevamo semplicemente una situazione di stress continuo.
Il Militare è un anno difficile, utile senza alcuna ombra di dubbio. Però difficile.

Forse perché non ho figli o forse semplicemente perché so in prima persona di cosa si parla però credimi: il militare andrebbe reintrodotto. Magari non un anno. Magari solo sei mesi o qualcosa del genere.
Tipo un Erasmus vestiti tutti uguali dove però impari cos’è la convivenza, il cameratismo – quello buono, non quello di bandiere politiche – e, lo ripeto, impari a campare.

Il mio servizio di leva l’ho passato a La Spezia, come penso ormai tu abbia capito.

Un anno paro paro, dal CAR fino al congedo.
Un mese a Via Amendola nella Caserma Duca degli Abruzzi dove ho fatto il CAR (Centro Addestramento Reclute) e dove ho imparato che davvero i napoletani con il caffè hanno un altro passo.
Poi assegnato su Nave Vesuvio per il servizio effettivo.

Tecnicamente non avrei potuto essere imbarcato, causa altezza. Però lo stato aveva deciso fossi un falso alto – tipo i falsi magri, però con più capocciate sui soffitti della nave – e mi spedì comunque a bordo della nave rifornitrice matricolata A5329.

nave vesuvio a5329

Per un anno ho chiamato questo posto “Casa”

 

Comunque, dicevamo di La Spezia

La Spezia è un buco di città, tecnicamente se non ci fosse l’arsenale militare sarebbe un paese. Credo che – a ragione – anche i suoi abitanti avrebbero preferito rimanesse un paese, evitandosi cosi i militari in giro per le vie.
Il clima se portavi una divisa non era il migliore e ti dirò: avevano ragione.

Personalmente non ho mai avuto a che dire con nessuno ed anzi, più volte mi è capitato di conoscere persone e chiacchierare tranquillamente. Però sapevo bene con che razza di cani condividevo il quotidiano quando ero dentro l’arsenale e non fatico a credere avessero ecceduto nel rompere le scatole a una ragazza diventando magari molesti o si fossero comportati in modo poco educato in qualche locale.

Quando ero sotto le leva la prima cosa che ti consigliavano era di girare in gruppo, se si era in divisa. Questo perché – narra la leggenda – qualche figlio di nessuno allungò troppo le mani con una ragazza e ne nacque una sorta di guerriglia tra i civili ed i militari.
Non uso il termine leggenda a caso:
In italia i centri di addestramento della Marina Militare Italiana sono principalmente due: La Spezia e Taranto.
A Taranto dicevano il fatto fosse accaduto a La Spezia, e viceversa. Nessuno sa con precisione cosa accadde, quantomeno in quel periodo nessuno sapeva dirci più di “è successo”.
Però il consiglio non era male ed un po’ di compagnia non dispiaceva quindi eseguivamo tutti senza fiatare.
Una volta assegnato a Nave Vesuvio la mia franchigia iniziai a passarla camminando per le vie di La Spezia ed uscendo in borghese. Non avevo più bisogno della scorta, anche se tra capoccione rasato e sguardo di chi non vuole stare lì, penso fosse palese il mio essere forestiero.

Però, ci tengo a ripeterlo: venni trattato sempre bene e sempre cercai di comportarmi al meglio dell’educazione che Mater e Il Secco avevano cercato di inculcarmi.

Macinavo Km. Ogni santissimo giorno facevo almeno un paio di volte il giro completo della cittadina. Non avevo idea fino a che non mi sono trovato a cercare una piantina della città di quanto fosse grande. Uscivo e camminavo. Iniziavo alle 16:30 e finivo con il rientro a bordo la sera.

Come credo già ti dissi in quell’anno persi una marea di peso, andando tecnicamente più sottopeso di quanto una persona sottopeso dovrebbe andare. Se consideri che tra la vita a bordo dove facevo tipo 3 pasti completi al giorno e la marea di porcherie che mangiavo in giro, puoi farti un’idea di quanto bruciassi.
Ti dico porcherie per farti capire che non mangiavo esattamente un’insalatina.

Però va detto: Se ti tieni lontano lontanissimo ai piatti tipici romani o dalla pizza, a La Spezia non si mangia male.

Se mai ci capiti tieniti lontano anni luce dalla Carbonara – Fatta con la panna… – e tieni sempre presente che sulla Capricciosa troverai quasi sicuramente il prosciutto cotto. Inoltre – Gesù aiutami – sulla pizza i funghi sono in barattolo e non freschi.

Tenuto conto di questo, gira per paninoteche quanto vuoi, rimarrai sempre felice. Anche il pesce sanno come cucinarlo, la paga di un militare però non lo consentiva.

Ho cercato un po’ con mapsfallendo – la mia paninoteca preferita dell’epoca. Era proprio davanti al Maricentro di La Spezia e con poche migliaia di lire ti portavano l’hotdog o l’hamburgher in un piatto completamente ricoperto di patatine fritte. 
Le pareti del locale erano ricoperte di sottobicchieri dove i militari lasciavano un messaggio, un saluto o un pensiero d’amore per chi avevano lasciato a casa.
Potevi passarci serate intere a leggerli, mentre il panino combatteva la digestione accompagnato da una coca-cola o da una birra.
Per me all’inizio era coca-cola. Prima di conoscere Mikey ero praticamente astemio, cosa che son tornato ad essere anche dopo.

Sono passati 21 anni dal mio servizio di leva e sono 21 anni che non vedo La Spezia.
Onesto? Ci tornerei molto volentieri. Mi piacerebbe vedere come è cambiata, se i posti dove passavo le serate sono ancora li e magari, se sono proprio fortunato fortunato, ritrovare dietro il bancone di quei locali le persone con cui parlavo.
21 anni non sono poca cosa, temo riuscirei a malapena ad orientarmi una volta uscito dalla stazione.
Però sognare non costa mica nulla, no?

 

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Vedo tante cose, ne leggo diverse altre. Alcune volte ne parlo qui divertendomi mentre lo faccio.

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