Ritorno al 1955. La mia prima settimana NELLA VITA senza televisore in casa

Come avrai sicuramente avuto modo di leggere settimana passata in casa mia è successo il fattaccio. Non ero mai stato senza televisione in casa, da che mi ricordi.
Da bambino – che non era esattamente il 1955 – abbiamo sempre avuto il televisore in salotto e quando capitò l’occasione anche un televisore in bianco e nero in cameretta dove dormivamo io e sorema.
C’è sempre stata la possibilità, che la si cogliesse o meno, di accendere la scatola del demonio ammazza-chiacchiere per vedere cose, ascoltare telegiornali e guardare Star Trek.

Aneddoto a buffo: Quando ero piccino guardavo fortissimo Star Trek. Mi viene raccontato dalla Mater che mi piazzavo nel lettone tra lei e Papà inneggiando a Kik e Pok”. Si narra che riuscisse a tenermi buono, ad intrattenermi, regalando cosi ai miei quei 5 minuti di pace che come puoi bene immaginare: con me in giro erano tecnicamente impossibili.

Sigla canora vecchie maniere!

 

 

Poi le cose sono cambiate.
Ora sono un uomo adulto. Ho una certa dignità, un certo spessore morale.
Essendo ora maturo le cose sono per forza di cose differenti:

Adesso vado con gli amichetti miei al cinema di Guidonia per l’anniversario di Ritorno al Futuro a farmi le maratone di tutti e tre i film.

true story dal 1955

Yep!

Mentre ti scrivo ho avviato il video messo come sigla. Ma vogliamo veramente parlare di che bellezza c’era in quella musica.
Mi sta salendo il “iGGiovani di oggi con la loro musica dimmerda” ma temo sia presto.
Sono anziano dentro ma spero non cosi tanto.
Spero.

Nella mia mente siamo nel 1955. Ho una voglia pazzesca di correre al ballo incanto sotto al mare per godermi performance di una certa importanza.
Assestare una cinquina a Biff non mi dispiacerebbe. Tanto per poter dire “Ho messo una mano in faccia a Biff a Buffo”.

Sarebbe grandioso.

Incontrare Lorraine – che scopro ora chiede 2 r e non una – e George guardandoli poi paccare a lingua dura con gli occhi dell’amore.
Mettermi sotto il palco, chiamare il Preside Strickland “Pelatone bello” e poi godermi il concerto.
Guardare Marty che piroetta e fa gli assoli con l’espressione poderosa.

LeBBiondetrecce Gliocchiazzurri Eppoi…

Indosserei la Giaccca di pelle, jeans stretti e fumerei una sigaretta in barba alle leggi del 2002.

Curiosità da anziano ormai del 1955: 

Prima delle leggi contro il fumo se andavi in un locale e vedevi una che ti piaceva, tra le mille cose delicate da poter fare c’era il buttare fumo in faccia.
Se non moriva poiché non fumatrice e ti sorrideva era possibile accadessero cose.

Come fate voi giovani di oggi a capire se ce n’è? 

  • Correte su Facebook a mettere mi-piace fotonici sulla pagina?
  • Vi mandate i poke?
  • Che cosa diamine è un poke?
  • Esiste una cosa tipo àshtag #C’hocasalibera?

Studi per il sociale a parte ho riscoperto la Radio in questa settimana. 
Mi è sempre piaciuto ascoltare la radio, sempre.
Trasmissioni sulla Roma, trasmissioni di ridere e programmi che affrontano cose di cui tecnicamente non mi frega nulla però oh: se ne parlano saranno importanti, no?

Come si dovrebbe leggere

Avevo pensato anche di affrontare uno dei millemila libri che ho in arretrato.

Lo sai come leggo? Te ne ho mai parlato?
Come ogni altro aspetto della mia vita non c’è soluzione di continuità: Una settimana di ferie me ne leggo tre. Poi mi fermo due mesi. Poi in tre giorni me ne sparo uno a ritmi imbarazzanti.
Non è una cosa che posso fare sempre, però. Diciamo che quando leggo, sopratutto se leggo qualcosa che mi prende e che mi piace divento la persona meno socievole del mondo.

Dimmi ora tu, amico eroe/lettore dai gusti di spessore che frequenti queste pagine:
Hai mai provato a tenere la televisione spenta per una settimana? Mettere da parte Sky, Premium, Netflix, Infinity e le altre mille piattaforme di cui oggi parlo con diffidenza per mera invidia avendo il televisore rotto?
Immagina una sera, due, una settimana senza avere materialmente un televisore dentro casa, come fossi tornato insieme a me nel 1955: Cosa faresti?

 

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.