Lettera aperta verso le sette del mattino

sette del mattino
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Qualche tempo fa, non ricordo di preciso quanto poiché ormai l’anzianità avanza senza pietà, mi è capitato di alzarmi preda di un agguato.
Erano le sei del mattino ed una zanzara dopo aver cosparso di salsa barbecue la mia caviglia, banchettava felicemente alla faccia mia.
Dopo aver mannaggiato quanto possibile mannaggiare senza finire all’inferno mi son detto: “tanto vale uscire per fare due passi”. Erano le 5:40 del mattino.
Ho scoperto una bolla di silenzio e pace, camminando per la zona dove vivo.
Mi ha estasiato.

Stamane no. Erano le sette del mattino.
E queste righe sono per loro.

Scrivomale, lì 10/07/2017

Egr. Sette del mattino

Care sette del mattino,
Stamattina ci siamo incontrati, vi ricordate? Eravate in giro per questo fuso orario ed io ero quello con le scarpe da tennis che pascolava allegro per la zona dove vive fingendo fortissimo di allenarsi. Invece, lo ammetto, approfittavo della poca fauna locale in giro per godermi un po’ di silenzio e di fresco.
Lasciatevelo dire amiche sette del mattino, tutte e sette quante ne siete: Non siete poi cosi fresche e silenziose.
Chè per carità di Dio, uno di prima mattina può anche puzzargli un po’ il fiato. Ci sta e dovrebbe essere inciso nella carta dei diritti dell’uomo … se sta a distanza.
Però voi ve ne approfittate. Parecchio.

L’aria non è fresca come quella delle sei. La gente è di più rispetto alle sei.
I Bar sono più affollati che alle sei.

Ma tutta sta gente poi, ditemelo voi che siete di casa, alle sette del mattino si può sapere dove cazzo va?

Cioè, parliamoci chiaro:
Io sono sempre stato mattiniero per lavoro ma alle sette O sono già in servizio da un ora, o sono a casa in attesa il condizionatore faccia quel che deve fare prima di dormire.
Perchè c’è gente libera, allo stato brado alle sette del mattino? Potete spiegarmelo?

La cosa che veramente mi rese felice la notte degli agguati zanzarici fu scoprire che alle sei del mattino l’aria è fresca, il sole è gentile – tiè, paro Pascoli – e le persone non ci sono. Una sorta di mondo post apocalittico senza però tutta quella rottura di palle dello smaltimento di cadaveri.
Le sette del mattino iniziano già ad essere un mondo QUASI post apocalittico ed è in quel quasi l’odio che ho provato verso di voi.

Sarebbe forse il caso – e perdonatemi se chiedo troppo – di allestire una sorta di coprifuoco al contrario?
Cioè, tipo: Fino alle otto del mattino tutti a casa loro in silenzio e rassegnati. Io in giro.
Guardate, voglio venirvi incontro: le 7:50. Che tanto a quell’ora sono già tutto ignudo pronto per entrare in doccia?

Certo in un Vostro gentile cenno di riscontro porgo i miei più cortesi saluti

Simone

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Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.