Fare la spesa e tornare in un lampo ai 3 anni di età

fare la spesa

Fare la spesa è una prova di maturità non indifferente per qualsiasi uomo in età adulta.

Dove una donna mette in fila pensieri, oggetti ed architetta piani degni del miglior Dr. Male l’uomo si ritrova appena entrato nel supermercato con gli occhi a palla, grossi come monete da due euro ed inizia a guardarsi intorno.
Qualsiasi cosa sembra utile, a tratti necessaria.

…e quindi Sigla.

 

Ti parlai qualche tempo fa di un’applicazione validissima per fare la lista della spesa in qualsiasi posto ti trovassi, in modo da dover solamente tirar fuori il cellulare dalla tasca per essere sempre pronto a tutte le evenienze.
Che è utile è vero, sacrosanto… ma quando poi sei li te la scordi.

Troppi dolcetti, sfizioserie (si dice?) e cose di golosità ad imbrigliarti i neuroni.

Anche io, sebbene non sia affatto goloso di mio – di base, poi stai pur tranquillo che se ho gelato in casa lo mango. E’ cassazione – non esco mai dal supermercato senza qualcosa di tanto inutile quanto sfizioso.
Di solito sono i Gianduiotti.

[KiwiClickToTweet tweet=”I Gianduiotti solo la cosa più vicina al Sesso. Contenessero anche Olio di Palma sarebbero perfetti.” quote=”I Gianduiotti solo la cosa più vicina al Sesso. Contenessero anche Olio di Palma sarebbero perfetti.”]

 

Oggi ho fatto il bravo, che per quanto fare la spesa corrisponda ad un parco giochi per bambini grandi ci sono dei limiti.
Per carità ne sono comunque uscito con 90 euro di roba. Chè va bene essere bravi ma rasentare la perfezione non viene ben visto dalle sfere alte.
Ho preso quasi tutta carne, ne ero rimasto senza e da buon vecchio maschio alpha quasi pigreco mai sia che in casa mia manchino costate, bistecche e salsicce.

Scusi signorì, li prendete i buoni pasto?

Dovrei poi aggiornare tutti i curricula aggiungendo “mezza-sega” e non c’ho voglia.

Sono stato anche abbastanza fenomenale, volendo rimanere umile.
Ho aperto gli occhi dopo la notte alle 15:00, secchiata d’acqua in viso, caffè e poi supermercato. Alle 16:12 ero già sulla via di casa.
Per carità, vero che non c’era praticamente nessuno a rompere le pall fare la spesa però lo vivo comunque come un risultato personale di una certa importanza. 

Un traguardo tutto sommato soddisfacente quanto lo stesso fare la spesa ed uscirne vivo.

Ieri poi sono andato da Ikea. Si: di nuovo.
Non ho idea se capiterà di nuovo, alla fine due volte da Ikea da solo nella vita di un uomo è un traguardo già di suo meritevole.
Temo però di si. Mi trovo costretto ad ammettere che se bene o male sai quello che vuoi di cose sfiziose ne hanno parecchie.
Certo: poi capita che entri per un tavolinetto da salotto e ne esci con anche un tappeto.
Questi però sono dettagli. No?

Il tappeto del salone ha al momento tre scopi ben precisi:

  • Mi costringe a togliere le scarpe non appena entro in casa;
  • Mi fa bestemmiare tanto (scusa, Mater) perché ha le orecchie agli angoli e guardandole vado al manicomio;
  • Mentre ti scrivo ho i piedi sul tappeto e la sensazione mi piace tantissimo.

Sembra però io non sia stato il primo a tirare giù forti i nomi a causa degli spigoli poiché stanno scendendo da soli. Già ora, rispetto a ieri sera sono quasi scomparsi.
…E poi c’è ancora gente che sostiene il nominare invano un atto inutile e maleducato.
Che regazzini.

Ti ricordi che avevo comprato in erboristeria oli essenziali e che con poche gocce il diffusore tirava fuori nubi di profumo?
Ecco: l’altro giorno nella casa di Mater un corriere ha consegnato il nuovo diffusore da 500ml.
E’ necessario ti dica che casa mia al momento sembra un’alba nella Val Padana?

Li a destra, se guardi bene bene bene c’è lo stereo nuovo che ho messo in salotto

 

Quello piccolino che presi qualche tempo fa ora è in camera da letto e fa da luce notturnanon ridere! – e ogni tanto accendo una mezz’ora anche il ricircolo d’aria tanto per dar profumo ma diciamo che accendo più che altro la luce più tenue per quando mi metto a dormire.
Mi piace, che ti devo dire. Sarà che ormai il 90% delle volte mi metto a letto che è l’alba dopo una notte di lavoro ma una leggera luce mi da senso di confort.

Che poi neanche la vedo, dormendo accartocciato dentro il piumone.
Però l’idea che sia li mi piace, mi rasserena.

 

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.