Il mestiere più duro del mondo: Essere genitori

essere genitori è un mestiere
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Essere genitori, genitori veri e non ipotetici come me quando scrivo agli Ipotetici’s Brothers è il lavoro più duro del mondo.

Vieni sempre messo in discussione e, parliamoci chiaro:
quando a metterti in discussione sono gli altri puoi riccamente battertene apparati riproduttivi vari ed eventuali. Il problema è quando, in quanto genitore, sei tu stesso a metterti in discussione.
Non importa che i tuoi figli abbiano 5, 10 o 40 anni: Non smetterai mai di farlo.

Da genitore passerai semplicemente dal tempo presente di “Sto facendo bene?” al passato di “Ho fatto/Feci bene?”

Ieri ho pubblicato due righe sul lasciare andare il passato. Sono state chiacchiere a cuore aperto ed un modo per mettere nero su bianco quel che mi ha dato problemi in passato e che, in qualche modo, ancora me ne da. Un tentativo di mettere in fila le idee per risolvere cose.
Come è normale che sia Mater, forse ancora scossa per quella volta in cui una suora sopravvisse al mio essere un bambino iperattivo ha messo in discussione se stessa.

Mi ha fatto strano, lì per lì. E’ mia madre, la conosco dal primo secondo in cui ho messo piede su questo mondo e so che per me ha sempre dato tutto.

L’ha fatto che fosse palese o in modi che io magari ho scoperto anni dopo o che non saprò mai. Sono ben conscio dei sacrifici che ha affrontato e delle difficoltà che ha superato per me e mia sorella.
Tuttavia si è messa in discussione e si è chiesta se avesse sbagliato qualcosa. Se in qualche modo fosse sua la responsabilità dei momenti no del mio passato.

Mettendo bene in chiaro che NO, non lo è, la cosa mi ha dato da riflettere:

Se lo so io che ha sempre dato tutto, che ha sempre dato ‘r fritto come si dice a Roma, come è mai possibile – mi son chiesto – che non lo sappia lei?

In piena onestà io penso lei sappia di aver dato il meglio, di aver sempre fatto al meglio delle sue possibilità ma alla fine della fiera credo anche essere genitore sia il lavoro nel quale non si timbra mai il cartellino del fine turno.

Il punto – e questo potrà confermartelo chiunque – non è che un genitore faccia bene o faccia male. Quelle sono cose che ad un certo punto passano in secondo piano per forza di cose. I genitori in quanto persone sono fallibili, non perfetti ed hanno il sacrosanto diritto di fare errori. Essere genitori non mette in condizione di non fare sbagli, anzi.

Se però ci si mette tutto l’impegno che è possibile – ed in alcuni casi anche impossibile – il concetto di giusto ed il concetto di sbagliato passano in secondo piano.

Mi è capitato più di qualche volta di parlare con altre persone di momenti difficili del loro passato. Momenti in cui, per un motivo o per l’altro, il rapporto con i loro genitori potevano essere messi a rischio.

Una cosa ha accomunato ognuno di quei racconti, ognuna di quelle esperienze:
Per quanto rigido, severo ed in qualche modo criptico il comportamento assunto dai genitori durante quei momenti di crisi era fine a fare il meglio che potessero fare per i figli.
Sul momento poteva non essere chiaro, poteva essere visto come una forzatura o come crudeltà. I genitori però hanno questa cosa meravigliosa che spesso ai loro figli manca:
I Genitori sanno ragionare a lungo termine.

Sul momento la scelta che fanno e/o impongono può sembrare strana, cattiva e per certi versi irrazionale ma alla fine, con il tempo, difficilmente si rivela sbagliata.

Se mi guardo indietro e ripenso ai consigli – che essendo testa di cazzo non ho mai ascoltato – dei miei mi rendo conto che oggi, ascoltandoli, la mia vita sarebbe diversa.

 

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Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.