i take that si sciolsero

Di quella volta che i Take That si sciolsero

Esiste una grande verità. Un segreto tramandato di solito da padre in figlio e che personalmente ho scoperto quando i Tale That si sciolsero. Un brusio mormorato, un sospiro tramandato conla mano a conchetta per proteggere il labiale, e che oggi porto a te incurante delle conseguenze:

Le donne non ce stanno con la capoccia.

Io te l’avrei fatte vedè. Poster sui muri, dichiarazioni d’amore celate nelle pagine dei diari. Una sorta di religione estremista che non sia mai ti fossi trovato a deridere loro o uno di quei cinque giovinetti inglesi, poteva finire a mani in faccia.

L’uomo è esaltato. Lo sappiamo tutti.

La donna però, in quella fascia di età che va dal battesimo all’estrema unzione, è una pazza squilibrata.

Ti diranno di no.
Ti diranno che non è vero.
Io però c’ero e non ho paura di dirti come stanno le cose.

Colgo l’occasione di mettere per iscritto che se dovesse accadermi qualcosa il mio epitaffio dovrà essere “Senza olio di Palma”
Non me fa venì a tiratte i piedi eh. Quantomeno lavateli prima.

L’ho gia messa la sigla? No? Ok, sigla allora:

 

In quegli anni di dolore e sofferenza arrivarono dunque ‘sti quattro-barra-cinque imbecilli quanti ne erano. Le donne impazzivano. Durante i concerti venivano lanciate ovaie utilizzando i reggiseni come mazzafionda che neanche ai tempi dei Beatles o del primo Gino Paoli.

[Cut] qui c’era un pezzo dove deridevo forte i comportamenti durante i concerti. Poi mi sono ricordato dei cetrioli durante le proiezioni di 50 sfumature di menopausa e e ho deciso che non era il caso [/cut]

Venne poi il giorno. Perchè le cose belle finiscono,
pensa te le cazzate che fine che fanno…

Uno dei Take That decide che s’è stancato di utilizzare pomate al mentolo per alleviare i dolori da sfregamento di sesso bondaggio e se ne va. Non ricordo come si chiamava, per comodità narrativa lo chiameremo Gianni.

Insomma Gianni se ne va. Dice che basta. Ha deciso che no: non si può andare avanti cosi.

Il popolo femmiline insorge.

Perchè Gianni non è che può fare come cazzo gli pare.
Ed è anche giusto dico io.

Cioè: io a casa mia non sono nella possibilità di scegliere dove mettere le ciavatte quando me le sfilo e quello ha la pretesa di vivere? Ma stiamo schezando davvero?

  • Sai cosa è successo il giorno dopo che l’uomo è atterrato sulla luna, qui a Roma? Niente;
  • Sai cosa è successo quando hanno cambiato il regazzino sulle confezioni dei dolcetti Kinder? Niente;
  • Sai cosa è successo quando uno dei Take That aveva deciso che forse essere oggetto di culto non era proprio bello-bello come ogni maschio pensa? Il panico.
manifestazione fatta da donne

Tipo cosi. Però loro persero la calma.

Era una domenica pomeriggio – esatto, non scherzavo quando ho detto che c’ero – e con un gruppo di 5 Eroi – ben distinti dai take that poiché etero – decidemmo di vedere con i nostri occhi la manifestazione non autorizzata dalla questura che stava prendendo vita a Piazza del Popolo. Roma.

Nessuno si azzardi a dire che eravamo li nel tentativo disperato di consolare donne in lacrime. Non è vero che a 16 anni con un abbraccio grazie al quale senti le sise premere sul petto puoi rischiarci la cecità per settimane.

No. Mi oppongo.

Noi eravamo li per fare del bene. Quelle ragazze non si sarebbero consolate da sole per la perdita di un Take That. La sofferenza non avrebbe preso i largo di propria iniziativa.
Quindi noi, moderni ibridi tra Madre Teresa, Sai Baba e Alvaro Vitali mentre chiede ” ‘cor fischio o senza” dovevamo intervenire.

Ed infatti intervenimmo fortissimo.

Tu chiederai a questo punto? E com’era?
Il solito quando più donne si aggregano: scene di isterismo e pianti collettivi. Si battevano il petto con forza urlando “Gianni non lasciarci” ed io me lo immaginavo Gianni, mentre guardava lo speciale sul Tg1 – Si. Questa cosa finì sul TG1 – e si diceva “ma sai che c’è: guasi guasi…”

Tu starai forse sorridendo pensando ma guarda te ‘sta manica de disperat Ma poveri tesori. Io però ero li. Io l’ho vista quella sofferenza e grazie ad essa ho scoperto una lezione che porto avanti ancora oggi, a 38 anni:
Quando sei alto 2 metri ed hai la stazza di una parete in cartongesso non importa che tu sia affascinante o meno:
Se apri le braccia davanti ad una donna che soffre risulterai attraente come una borsa di Gucci in saldo all’80%.