Ed a quasi 40 anni mi trovai a Stirare

stirare

Stirare era l’ultimo baluardo che mi tenesse a distanza dall’essere un casalingo perfetto.

Avevo provato di tutto in questi mesi. Avevo lavato i piatti, pulito per casa e scoperto le qualità transitive dei colori durante improbabili carichi di lavatrice. Dallo stirare mi ero tenuto fortemente alla larga.
Per troppi anni avevo sentito dire che stirare era complicato, palloso e soggetto a pesanti ripercussioni sulla psiche umana.

Ora: Sicché la mia psiche è già bella disturbata di suo mi son detto: Perché no? Perché non stirare?

Sigla!

 

Avrei potuto evitare di stirare facilmente. C’è Mater che da settimane mi pressa neanche fosse il Chievo di Del Neri per portarle a casa cose da stirare. Io la capisco e – lo ammetto – ero anche abbastanza tentato di accettare l’offerta.
Era però una scorciatoia, un modo come un altro per evitarmi la “fatica” di fare qualcosa e delegare.
Non va bene, non è questa la strada che sto facendo.

Tentare avrebbe potuto quindi portarmi a  riuscire, fallire o farmi malleolo e crociato nel tentativo ma alla fine dovevo provare.
E come è andata?

E’ andata cosi

Per carità: Non è stato semplice, ho più volte rischiato di bruciarmi e quando mi sono incaponito per togliere un paio di pieghe dai muri è colato sangue. Però sono riuscito.
Non è un lavoro perfetto, non sono stirati come li avrebbe stirati una qualsiasi persona capace, però non sembrano più masticati da Godzilla e questo è già tanto.

La cosa più complicata è stata trovare i versi in cui muovere il ferro da stiro.

Per tanti anni avevo visto stirare mia madre quando da bambino giocavo vicino a lei che passava quel coso sui vestiti ed accumulava panni su panni tra tavolo, sedie e divano.

Ricordo pomeriggi e pomeriggi passati a snellire la pila dei panni puliti. Fortunatamente vivendo solo il carico delle cose è di 1/4 rispetto a quei ricordi. Anzi di meno: Mater stira tutto, anche intimo e calzettoni. Io mi sono tenuto su quel che è mentalmente sano stirare.
Uff… va bene… va bene…  ok: lo ammetto.
Un paio di boxer l’ho stirato. E’ stata in verità la prima cosa che ho provato a stirare.
Volevo però capire se ero fisicamente in grado di muovere quell’oggetto del demonio chiamato ferro da stiro.

Verità scomode

Alla fine della fiera non è stata un’esperienza poi cosi negativa.
Pensavo fosse peggio, ti dico la verità. Non è semplice e non è una cretinata da fare, però è fattibile.

Diciamo che in una scala ipotetica di difficoltà stirare si assesta a metà tra il fare una fettina in padella e rompere il culo a Goldrake in una gara di schiaffoni dietro la noce del capocollo.
Si, direi che rende l’idea.

 

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.