Mamma guarda: c’ho anzianità !

Essere anziani, ritrovarsi pieni di anzianità è un peso mica da poco. A scuola non te lo insegnano, non ne hanno voglia o è un piano ordito da qualche cospirazione governativa quanto ho capito.
Ce lo vogliamo dire, almeno tra me e te , che con il triangolo costruito sull’ipotenusa de ‘sto beneamato non ci fai niente se non ti viene spiegata l’utilità di mormorare parolacce ad un televisore.
Spento.
Che però tu non lo sai che è spento perché in realtà dici parole maleducate alla gioventù di oggi che non capisco il beneamato di prima?

Tieni sempre a mente che l’anzianità non guarda in faccia a nessuno!

“Ma guarda te ‘sti delinGuenti”

 

Quando ho iniziato a fare il lavoro che faccio ero un rEgazzino. 19 anni.
Che iniziare a lavorare a 19 anni non è una cosa rara, sia chiaro. Però quando lo fai nella vigilanza sei tipo figlio a tutti.
Tutti che ti spiegano cose, che ti si prendono a cuore e ti elargiscono sapere.

Aneddoto bonus

Fino a qualche anno fa, se eri regazzino e giravi per i borghi della capitale – o di qualsiasi altra città – beccavi fisso l’anziano che ti guardava negli occhi serio manco volesse rubarti l’anima.
Ti analizzava il DNA che Terminator scansati e poi ti chiedeva con un’autorità che neanche le guardie quando chiedono i documenti:

“A chi sei fijo te?”

Secondo le mie fonti nel sud dicono “a chi appartieni” e se ci pensi bene è una cosa bellissima.

Adesso – essendo particolarmente sveglio l’ho realizzato tipo una settimana fa – l’anziano che spiega cose sono diventato io.
Non mi prendo a cuore nessuno, sarò pure anziano ma essere sociopatico non lo curi con una pastiglia, però adoro quando mi è possibile dare una mano.

Mettiamo la sigla, che oggi è cosi dannatamente epica che venne citata addirittura in South Park.

 

Io a sto regazzino gli voglio un bene della miseria. Gli spiegherei un sacchissimo di cose.
Morirà vergine ma eroi cosi ne esistono pochi.

Protetto dal WWF, dovrebbe essere!

Ora: io sono quello che a 18 anni già usava termini di anzianità tipo “Reclàme” – e lo faccio ancora – quindi hai idea di come possa diventare uno come me adesso, alla soglia dei 40?

Mi stanno tornando in mente un sacco di cose vecchie. Di piccoli particolari o oggetti che già per la mia infanzia erano anacronistici e mi intrigavano un sacco.
Esatto: Sto diventando un rompicoglioni che non te ne poi fa un idea!

L’altro giorno pensavo alle feritoie. No: non in senso di robe zuzzerrime.

Quando ero ragazzino io e gli altri figli di nessuno miei coetanei avevamo un lascito da parte delle generazioni precedenti. Consisteva più o meno in questo:
Se vuoi usare qualcosa, infilaci dentro 2 o 5 lire.

Televisori, ascensori. Praticamente TUTTO aveva una feritoia in cui infilare soldi se volevi utilizzare il serv…
Aspè.
Sembra uno special di studio ap
Appare stia raccontando la prost…
Sembra roba di troi..

Appare, correggimi se sbaglio mio stimatissimo e pregevole lettore, ch’io sia finito leggermente fuori traccia.
Erro?

Insert coin

Mi suggeriscono dalla regia che l’ascensore a monetine era messo per tutti gli inquilini purciari. Se veniva installato l’ascensore dichiaravano “Non lo vogliamo! Non paghiamo! Il finale di Fringe era un po’ troppo buonista!” e SBAM si metteva l’accrocco per le monetine.
Sul perché delle TV a monetine devo ancora indagare. Credo fosse una cosa tipo per pagarlo o robe di affitto.
Non sono scuro.
C’ho l’anzianità nell’anima ma sii paziente: alla fine io a quei tempi non c’ero. Dovessi saperlo a ti andasse di lasciarlo qui sotto in un commento non faresti un soldo di danno.

L’hai capita? Soldo. Ah Ah Ah!.

 

 

About the Author:

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che – refusi a parte – lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.