La mia Letterina a Babbo Natale

Hai mai scritto una letterina a Babbo Natale?

Da bambino ricordo che ne scrivevo diverse. Alcune volte spinto a farlo dalle maestre, altre da Mater.
Oggi, (n) anni dopo l’ultima ho deciso di scriverne una nuova. Forse sarà diversa da quelle che di solito concludevo con imbarazzanti disegnini ma perché smettere?
Se c’è gente che scrive 3 (TRE) libri – brutti – su sfumature perché mai io non dovrei scrivere una lettera?
Alla fine mio padre non solo scrive ai Savoia …ma gli rispondo pure!

Sigla!

 

 

Roma, dal 24 al 29/12/2017

 

Caro Babbo Natale,

Come stai? Io sto abbastanzemente bene, nonostante tutto.
Sono cambiate tante cose dall’ultima volta che ci siamo sentiti.

  • Sono diventato più alto;
  • Mi sono venuti – pochi – peli sul petto;
  • Mangio frutta e verdura.

In verità, che io e te le cazzate non ce le diciamo il problema è rappresentato più dal togliermelo il cibo da sotto il naso che dal convincermi a mangiarlo.

Gran bel risultato, non credi?
Certo: odio un fracco di gente in più ma oh, che vuoi farci. Alla fine se lo meritano.
Quasi tutti.
Sono sempre più convinto che un’estinzione di massa possa rappresentare una concreta chance più che una triste prospettiva.

Si nota l’umiltà in quel “quasi tutti”? Eh babbo? Stai a capì che regazzetto in gamba sono diventato?

“Tacci tua Simò, sei proprio sbarazzino!”

 

Grazie Babbo! Ma posso chiamarti Babbo?
Ora: non per fare il rinfaccino ma io starei aspettando cose chieste in regalo da tipo 39 anni… un pizzico di confidenza me la devi.
Non farmi fare l’equitalia dei regali mai arrivati.
Perché ‘mò non è che perché mi portavi ventordici regali l’anno mi dimentico quelli mai arrivati.
In campana, Babbo!

Questo natale è stato particolare, senza dubbi.
Tanto per iniziare potrei aver dato del tu a divinità varie – non necessariamente canoniche – a causa di corrieri che hanno ritardato consegne. 
L’errore è stato mio, per carità. Fidandomi di consegne passate in cui le cose arrivavano con anche una settimana di anticipo non ho considerato che a natale il carico di lavoro è di solito un po’ superiore.
Mi hanno stravolto piani e tu sai, caro Babbo, quanto mi gira il ciccifrollo quando le cose non vanno come dico io.

Mi ero ripromesso poi di tornare a scrivere con regolarità.
Ho anche guardato malissimo la gente che mi indicava ridendo quando ho dichiarato l’intenzione.
Poi, come puoi vedere dalla data di questa missiva – mi piace missiva come termine – ci ho messo diversi giorni a scrivere queste poche righe.

Possiamo dare la colpa alle feste ed agli orari di lavoro? Ti va?
E facciamolo. Dai.

Lo mettiamo quindi come proposito per l’anno nuovo, vicino al tornare a pascolare regolarmente.

Mi manca tanto pascolare. Quel che mi manca è uscire e mettere le cuffiette sotto casa mentre inizio a prendere il ritmo della camminata sulla salita che porta alla strada principale. Mi manca il momento in cui inizio a sentire le gambe meno intorpidite e mi mancano quei 20 minuti in cui, una volta tornato a casa mi siedo sul divano limitandomi a respirare e tenere le gambe leggermente allungate.

Ho anche iniziato a ricreare la Sacra scaletta musicale del pascolo.
Tu dall’alto della tua infinita saggezza natalizia dirai: “E che cazz’è?”
Semplice: La scaletta musicale che utilizzo per quando pascolo. C’è di tutto in mezzo.
Sigle di telefilm, musica che pompa, musica tranquilla. Spezzoni di film e telefilm che mi piacciono e che mi aiutano a distrarmi quando cammino.

Tipo cosi:

 

Si, c’è davvero. Anzi ti dirò di più: è la traccia con la quale inizio di solito il pascolo.

Parte leggera, sale mano a mano e con lei sale il ritmo della camminata.

Mi piace pensare che anche la vita vada cosi, alcune volte. Ci si trova a fermarsi.
Stanchi, spossati e si riflette un po’ sui paesaggi che fino ad oggi abbiamo visto. Si rivivono momenti, si ripensa a profumi, immagini e pensieri passati. 
Questo natale ho tirato un po’ di somme e riflettuto su quello che potrebbe essere l’immediato futuro.

Ti direi che ho messo in fila quelle che potrebbero essere le priorità ma sarebbe una cazzata e noi le cazzate non ce le diciamo. La priorità è cercare di star bene. Cercare di mantenere al meglio la salute, l’umore e tenere in ordine e confortevole l’oggi.
Il domani verrà, se il Dio cui ho dato del tu a causa dei corrieri vorrà e non lo si può decidere oggi. Posso cercare di farmi trovare pronto ed intendo farlo senza però che condizioni più di tanto l’oggi.

Dai Babbo, ti ho rubato abbastanza tempo e poi ormai siamo al 29/12/2017 quindi forse avrai bisogno di riposare un pochino.
Magari stai me come quando finisco il pascolo e starai leggendo queste righe sul divano, mentre la Sig.ra BabbA NatalA spiccia la cucina e ti rimprovera perché non hai comprato il latte.
Magari avremo modo di risentirci l’anno prossimo e ti aggiornerò su eventuali ulteriori cambiamenti. Va a sapere, la vita è strana. Potrei essere diventato più ricco, più bello o più strano.
L’ultima spero di no, sono già a posto da quel punto di vista.

Buon Natale

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By | 2017-12-29T12:58:15+00:00 dicembre 29th, 2017|Categories: Scrivere Male|Tags: , , |0 Comments

About the Author:

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che – refusi a parte – lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.