Il male minore

il male minore

Il male minore è un qualcosa con cui dobbiamo – bene o male – vivere tutti.
Ci sono situazioni in cui non esiste giusto e sbagliato, non esistono bene e male.

Esistono male… ed un pizzico meno di male. Magari perché di contro al male puoi porre esclusivamente una scelta leggermente meno sbagliata.
Però puoi farlo per una buona ragione.

“Che tanto, che te pensi? Metti che fai un’incidente e rimani in carrozzina o storpio, passano gli anni e quando finisci allettato lei sta nell’altra stanza a fasse inculà da n’altro. Tanto te stai li, immobile. E’ normale, è cosi e pure  se te ne accorgi non ce potrai fa ‘n cazzo.”

Questa è una delle mille perle di dolcissima saggezza che escono fuori quando vivi in un ambiente esclusivamente maschile. Mi ha colpito e l’ha fatto duramente. In verità ancora fatico a ripensarci e mi è costato tanto scriverla qui. Metterla nero su bianco.

Il perché una frase del genere può risultare un destro in bocca non credo vada spiegato. E’ triste, pesante e razionalmente devastante. Tanto da trovare difficilmente anche le parole per esprimere pensieri.
L’ipotetico destro in bocca non è per l’allettato, però.

Se si guarda un filo oltre ci si rende conto che l’allettato in questa simpatica allegoria non è la vera  vittima.

Sta li, deve starci. Cazzi suoi e pace.
La vera vittima è quella che finisce nella stanza accanto a lui. La poveraccia di cui viene estrapolato un fantomatico momento di sfogo.
Che poi, se vogliamo proprio guardare bene, in una situazione che preveda una persona quantomeno degna di essere definita “essere umano” neanche esisterebbe la minima possibilità che vada a finire cosi. Che accada. Dalle statistiche che google saltuariamente mi invia questa pagina viene visitata per un buon 60% da utenti di sesso femminile e di un’età superiore ai 55 anni. Non ne conosco nessuna – a parte Mater – ma sono certo al 100% che ora stiate tutte maledicendo chi ha partorito un pensiero del genere. Tutte. Per assurdo credo anche i maschietti due paroline le stiano inviando e non come sussurro.
Non avrei stomaco per farlo io che sono non solo un uomo ma anche una persona che ha largamente dimostrato di essere orribile, figuriamoci una donna che vive una situazione del genere.

Non sono riuscito a rispondere niente. Mi sono limitato a sorridere e annuire, come mi fosse stata portata l’acqua con le orecchie.
Anche in questo caso ho scelto il male minore tra un sorriso finto – uno dei pochi della mia vita – ed una sentitissima sediata dietro i reni.
Alla fine , non so se sia mai successo anche a te però me lo ricordo quando durante le prime cotte ci si prometteva il “per sempre” anche in caso di drammi fisici pesanti. Quei momenti in cui si era pronti – croce sul cuore – a dichiarare che saremmo rimasti a vivere problemi.
Cose che si dicono perché si pensano.

Perché ci si crede.

Non ci può essere qualunquismo o ruffianeria in argomenti del genere. Se si dicono è perché ci si crede, altrimenti si sta zitti.
Sia chiaro: rimanere zitti è una cosa altrettanto rispettabile. Nessuno può chiederti di sacrificare la tua vita perché ha un problema. Anzi, dovrebbe forse fare l’esatto contrario. Questo però è un altro discorso che dovrà affrontare qualcuno che scrive bene e non male, altrimenti si insozza qualcosa di serio con le idiozie. Come faccio di solito io.

L’idea di oggi era pubblicare un bel dito medio con l’unghia spezzata e la scritta “Ciao 2017 e oh, mi raccomando: Vaffanculo”.
Mi piace di più chiuderlo cosi. Scegliendo il male minore tra una cosa più personale del solito ed un sonante vaffanculo.

Mi chiamo Simone. Scrivo male è allo stesso tempo il nome del sito ed una profonda verità. Potrei scrivere meglio? Certamente. Però sono fermamente convinto che - refusi a parte - lo scrivere di getto e senza pensarci troppo aiuti a far arrivare meglio il messaggio. Qualunque cosa questo voglia dire.